(ASCA) - Roma, 6 ott - Destinare subito 80 milioni stanziati per mitigare i tagli agli stipendi degli operatori di polizia.
Lo chiede Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza del Pd, e Alessandro Naccarato, responsabile Progetto Sicurezza Pd che ricordano che i tagli agli stipendi delle forze dell'ordine decisi dal governo con ildecreto legge 78 del 2010 furonoi ridimensionati solo ''grazie alla battaglia parlamentare del Pd e alla mobilitazione dei sindacati di polizia.
Infatti, in quell'occasione il governo accolse la proposta dell'opposizione di stanziare 80 milioni all'anno per il 2011 e per il 2012 per mitigare i tagli stipendiali alle forze dell'ordine. Il governo, pero', tradendo gli impegni assunti e non applicando le norme approvate, non ha ancora emanato il Decreto del Presidente del Consiglio (Dpcm) previsto per ridurre i tagli per il 2011''.
''E' gravissimo che dopo 10 mesi l'Esecutivo non sia ancora intervenuto per riconoscere quanto spetta agli operatori delle forze dell'ordine che, tra mille difficolta' quotidiane, lavorano con competenza e professionalita' per la sicurezza dei cittadini''.
Scusate il disturbo, scusate se mi intrometto mentre il Transatlantico pullula di siparietti tra il sottosegretario Menia  (finiano) che parla con l’On Laboccetta, (già Finiano ora Berlusconiano di ritorno) peraltro già avvistato in aula in amabile e prolungata conversazione con il Sottosegretario Bonaiuti (pretoriano di Silvio Re), mentre l’On Bocchino  (già vicepresidente vicario del gruppo pdl, già difensore del pidiellismo allo stato puro, già candidato presidente della Campania per il Pdl 5 anni or sono, e ora pretoriano di Fini; che si è dimesso per favorire le dimissioni di Cicchitto presidente del medesimo gruppo e “per contarsi” ma che poi quando le sue dimissioni sono state accettate senza replica le ha gentilmente tradotte per noi del popolo in “epurazione” da Arcore; e che nei giorni scorsi aveva sorpreso pure i suoi per le repentine dimissioni, scatenando reazioni puntute per esempio di Menia che allora si era candidato anche lui alla Presidenza del gruppo), scusate il disturbo, scusate se mi intrometto se, come dice oggi Mattia Feltri (sì il figlio del Direttore del Giornale, quello che ogni giorno ci consegna nuove notizie sugli affari che intercorrono tra parenti stretti degli ex AN e la Rai Radio Televisione Italiana) se appunto come dice oggi Feltri
Una nube nera e densa offusca i cieli d'Europa, imprevista e imprevedibile, sprigionata da un vulcano immerso nei ghiacci d'Islanda, la si vede dal satellite e la sua macchia scura è ormai grande quanto la stessa Islanda e cresce, cresce, cresce, bloccando a terra decine di migliaia di persone in tutto il mondo.

Io credo che altrettanto imprevista, perlomeno nella forza, e densa di conseguenze sia stata l'uscita di ieri a pranzo della proposta di Fini a Berlusconi di costituire gruppi autonomi in Parlamento; anche lì subito una nube nera e densa si è creata ed ha offuscato i buoni risultati del PDL alle regionali, ma in questo caso chi rischia di rimanere a casa, non sono migliaia di passeggeri, ma solo qualche decina di parlamentari, che, ove rispondessero al richiamo di Fini alla casa madre di una nuova A.N., verrebbero considerati traditori dal resto della compagnia e come tali ineleggibili in una prossima occasione. Perlomeno nel PDL...
Perché Fini avanza questa proposta così forte a Berlusconi?
Non era mai successo. Non era mai successo che il Leader Maximo, l’unto del signore, l’uomo dichiaratosi secondo solo a Bill Gates quanto a intelligenza, venisse contraddetto in pubblico, in diretta, in TV, con il suo mezzo, tramite il mezzo con il quale ha fatto fortuna; non era mai successo che il re della comunicazione e delle convention, venisse interrotto sul palco, mentre parla, da un suo alleato politico, che si alza in piedi e gli rinfaccia quello che sta dicendo.
Non era mai accaduto che il PDL convocasse la sua direzione e la trasmettesse in diretta e facesse votare i delegati su  un documento politico.
Benvenuta Democrazia nella Casa della Libertà.
Tutto questo è stato reso possibile per via di un uomo che non viene dal nulla, che non è un marziano; un uomo cresciuto a pane e politica sin da piccolo, un ragazzo e poi un uomo che è stato fascista, missino, aennino e poi cofondatore del Pdl con Berlusconi,  prescelto come delfino da Almirante in giovane età, che ha poi dovuto farsi largo da solo, che è emerso vincendo battaglie politiche, interne ed esterne, e non sono state sempre rose e fiori. Basta ricordarsi di quando perse la segreteria ad un congresso del MSI, ad opera del suocero di Alemanno Pino Rauti, leader della parte più estrema, di quando perse i pezzi al congresso di fondazione di AN a Fiuggi, di quando litigò con Storace etc. etc. Cioè la sua storia e la sua formazione, come quella di molti suoi colleghi coetanei o meno, penso a D’Alema e Casini, ma anche a Veltroni e Franceschini, a Craxi o a De Mita, è stata storia di battaglie politiche a volte vinte, a volte perse.
Due operai su di una gru nel cantiere della nuova sede della regione Lombardia a Milano. Sono saliti stamattina alle 2,30, la loro azienda non vuole firmare non so perché la procedura di cassa integrazione. Il giudice quindi l’ha bloccata, entro oggi se non arriva la firma in 22 rimangono disoccupati. Li ascolto, chi parla dalla gru lavora in azienda da 22 anni, anni fa la loro azienda è stata comprata da una compagnia dell’Arabia Saudita. A casa 2, 3 bambini, mogli, mutui, prestiti.
Per far contenti i miei numerosi lettori leghisti o pdellini, per dare ascolto ala loro sete di polemica contro di me o contro di noi, potrei parlare, per contrasto, delle foto straordinarie della tenuta che pare il Cav, voglia comprare in Toscana per qualche decina di milioni di euro; ma sarebbe una solenne stupidata farlo, un regalo al populismo inconcludente e demagogico che non aiuterebbe gli operai sulla gru e nessun altro in Italia. Il problema come penso da tempo non è Berlusconi o i suoi comportamenti, il problema sono le soluzioni che possiamo offrire noi ai problemi.

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