Lombardia on the road. Mantova Lodi Vigevano
Mantova ci accoglie con uno skyline medioevale da far perdere la testa, ma la macchina che ci accompagna all'incontro corre, e non si sofferma, ci sono ancora due incontri dopo questo e l'aereo ci ha già fatto accumulare un'ora di ritardo.
Parte da qui il mio giro della Lombardia, oggi sono con Piero Fassino, domani con Dario Franceschini. Ascolterò, presenterò le mie idee, ragionerò e discuterò di come far uscire il Partito Democratico dalla condizione di minoranza in Lombardia a cui sembriamo legati da più di 15 anni senza prospettive.
A Mantova il caldo è micidiale, ma la sala che ci accoglie, la sede del Parco del Mincio, tutta in mattoni e con il soffitto a volte crociate, e straordinariamente fresca. Antica saggezza contadina e antico uso di materiali naturali; facevano meglio di molti condizionatori di oggi.
A Mantova si vince ancora, ed è l’unico luogo in Lombardia, dove governiamo capoluogo e provincia.
Piero Fassino spiega con pedagogica saggezza i motivi per cui ha scelto di stare con Dario Franceschini, l’ho fatto dice, perchè credo che Dario rappresenta bene, quella mescolanza di culture e di radici che avevamo deciso di mettere insieme alla fondazione del nostro Partito, lo faccio perchè se io e tutti gli altri ex dirigenti DS stessimo da una parte, e tutti gli ex margherita stessero dall’altra, allora avremmo vanificato due anni di fatica e di lavoro, lo faccio perchè Dario ha dimostrato, nelle settimane che hanno caratterizzato la sua segreteria prima dell’avvento dell’era delle Escort e delle veline, di essere capace di incalzare Berlusconi e il governo sul terreno della proposta politica, lo faccio perchè in più occasioni, dal caso Englaro a quello della costituzione in Europa del nuovo gruppo dei progressisti e dei democratici di cui facciamo parte, Dario ha dimostrato capacità di mediazione, ma poi anche capacità di decisione e di fedeltà ai principi che insieme si erano stabiliti.
Insomma Fassino spiega che con Dario c’è la continuazione del difficile ma entusiasmante progetto del PD, c’è il futuro, ed è bene che nessuno, tra i delusi del nostro cammino o tra coloro che sono ancora incerti, si abbandoni a nostalgie di vecchie case, delle vecchie radici da cui proveniamo.
I partecipanti alla riunione annuiscono, alcuni rimangono della loro idea, ma tutti colgono la forza delle spiegazioni cartesiane di Fassino, instancabile tessitore della tela del nostro partito.
Di corsa, di corsa a Lodi, le strade della Lombardia sono un nastro di fuoco, attraversiamo campagne, pioppeti, campi di granturco, lunghi stradoni costellati di magazzini, centri commerciali e rivendite di materiale edile; in macchina le telefonate private si intrecciano con gli inviti a cento iniziative sul territorio.
Lodi, il Sindaco ci aspetta, è un Sindaco molto bravo e molto amato, la sede è un’associazione del dopolavoro, una bocciofila appoggiata alla massicciata della ferrovia; i nostri interventi sono interrotti dal suono antico del treno che ritma il tempo. Sembra di essere il Louisiana.
Sono visi antichi, molti di quelli che si affacciano ad ascoltare le nostre parole, volti segnati dalle rughe e da lavori manuali mi immagino io; si respira forte ancora la presenza del lavoro agricolo, di cui si parla poco in Lombardia, ma che tanto caratterizza ancora un pezzo fondamentale della nostra società.
In serata Vigevano, la festa del PD, centinaia di persone, come un tempo, abbracci e baci a Fassino, cuochi e signore con il grembiule mani sudate e intrise di carne alla brace lo stringono d’assedio, ravioli favolosi al taleggio e polenta con il gorgonzola, un buon bicchiere di Bonarda, prima di salire sul palco.
Oreste Pivetta intervista Fassino a 25 anni dalla scomparsa di Berlinguer, e sono ricordi personali molto belli e dettagliati, il PCI, Torino, le fabbriche, e poi il compromesso storico, Moro, fino ai giorni nostri, l’Ulivo, Prodi, il Pd e le scelte di Piero.
Il pubblico lo interrompe più volte con applausi, lo riconosce come leader, comprende il suo messaggio.
E’ notte, si torna a Milano, domani altro aereo, Venerdì, Brescia e Bergamo con Dario Franceschini, ad ascoltare e spiegare.
A capire l’umore di questo partito, in Lombardia perlomeno.
Sarà Lombardia On The Road ancora, e fino al 25 Ottobre.

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