la Repubblica DOMENICA 18 OTTOBRE 2009 › PRIMA PAGINA DELL'EDIZIONE LOCALE MILANO
di
ORIANA LISO
era ben più poderoso dell´opuscolo appena dato alle stampe, quel volume del 2006: Letizia Moratti, candidata sindaco, con una levigatissima fotografia in bianco e nero, presentava la sua "Milano bella da vivere".
Un programma elettorale che si apriva sui valori - la famiglia, la solidarietà, la società civile - e che, riletto oggi, verrebbe costellato da una selva di "non fatto" tra qualche "fatto" e tanti progetti da libro dei sogni.
Il programma elettorale assicurava affitti più bassi in periferia, un calo del 20% dell´inquinamento e l´Ecopass in tutta la città


Dalle case ai parchi, la lunga lista dei progetti in attesa 
I lavori per Arena, Lido e Vigorelli non si sono visti E per la cultura mancano musei e la moderna Biblioteca europea

Le mancate promesse arrivano già leggendo le prime pagine: «La squadra di governo sarà fortemente orientata agli obiettivi dei progetti di questo programma. Su questi progetti, obiettivi e risultati sindaco, assessori e direttori verranno periodicamente valutati da tutti i milanesi». Se per "periodicamente" si intende dopo tre anni e mezzo dall´inizio del mandato allora, forse, ci siamo. Ma ancora: «Proporremo alla Regione una legge speciale per Milano capitale della Lombardia». Al momento, Milano, è ancora "soltanto" il capoluogo. Sempre nel capitolo introduttivo del programma elettorale la Moratti indicava la futura centralità dei cittadini: «Il consiglio comunale sarà convocato due volte l´anno per sedute dedicate ai Consigli di zona». Sedute convocate? Zero. «Costituiremo una Consulta delle famiglie, una Consulta dei giovani e una delle comunità». Nessuno di questi organi ha mai visto la luce. Certo, si può obiettare: manca ancora un anno e mezzo alla fine del mandato, e altro potrà essere realizzato. Ma ad oggi, dopo più di 40 mesi, ecco lo stato dell´arte.
[La mobilità]
Prometteva, la Moratti, un «pedaggio per tutti i veicoli dei non residenti che entrano in città non sono in linea con standard ambientali di Unione Europea e Regione». I partiti hanno imposto altro e il ticket ridimensionato è diventato il contestato Ecopass. Prometteva anche tariffe dei mezzi pubblici bloccate per cinque anni (fatto, finora), e mezzi gratis per gli ultra 65enni al minimo di pensione. Al numero verde di Atm rispondono: «C´è una tessera ridotta, ma è una convenzione con la Regione». E ancora: «Ci diamo obiettivi precisi: la diminuzione del 20% dell´inquinamento atmosferico». Secondo l´Arpa, quest´anno i giorni fuorilegge sono già 57, ovvero quasi il doppio dei 35 al massimo imposti dall´Unione europea. E la concentrazione di polveri sottili è tornata salire. Sul «prolungare gli orari della metropolitana» per ora c´è solo un´ora in più al sabato sera. E la «predisposizione di un piano di attuazione di piste ciclabili»? Si sta predisponendo, appunto.
[Verde e parcheggi]
L´obiettivo era: «Incremento del 50 per cento del verde in 10 anni e 50 per cento in più di aree ricreative protette». Il nuovo opuscolo della Moratti parla di un milione di metri quadri di verde in più già realizzati. Peccato che persino gli alberi promessi al maestro Abbado finiscano nei vasi e non nella terra e che i Raggi verdi siano ancora un progetto. In compenso ha mantenuto fede a un altro punto: «Riesaminare il piano realizzazione dei parcheggi». Ancora nulla di fatto per «realizzare dove possibile copertura a verde delle aree dismesse», soltanto progetti per «lanciare un piano per la valorizzazione e riqualificazione dei Navigli». Sulla «valorizzazione delle cascine nelle aree verdi» si è aperto un contenzioso politico.
[Opere e commercio]
Prometteva il sindaco: obiettivo è «portare a realizzazione i progetti del secondo Passante ferroviario, realizzare linee 4 e 5 della metropolitana, costruire un anello sotterraneo sotto i Bastioni». Capitoli da "Chi l´ha visto?", sono iniziati i lavori della linea 5 ma quelli della 4 sono in alto mare, causa mancanza di fondi. Su Brebemi e Pedemontana il sindaco si impegnava a «accelerare i tempi della realizzazione»: tra fondi promessi dal Cipe e non ancora arrivati e cantieri iniziati con gravi ritardi, più che accelerare serve partire. Uno dei punti del programma riguardava anche la "previsione" (perché come diceva Moretti, le parole sono importanti) della «possibilità di ricollocare attività di commercio all´ingrosso fuori dalla città»: Chinatown è ancora lì e Lacchiarella non è mai diventata l´alternativa. Per non dire della promessa di «ammodernare e rilanciare i mercati comunali e i Mercati generali». Della Città del gusto non si sa più nulla, in via Lombroso l´attività maggiore è stata quella degli investigatori. 
[Casa, famiglia e giovani]
Assicurava nel 2006 Letizia Moratti: «Abbasseremo il canone di affitto per un bilocale non in centro da 500 euro a poco più di 350 euro»: in periferia un bilocale non costa meno di 600 euro al mese, come conferma qualsiasi agenzia immobiliare. L´impegno del Comune, invece, c´è stato per la possibilità di riscatto delle aree standard per realizzare edilizia residenziale a canone moderato, ma non certo per la riqualificazione delle case popolari e il rilancio dei contratti di quartiere. Sulla promessa di «accrescere la capienza ricettiva globale dei nidi» molto hanno da ridire le mamme, visto che ci sono mille bambini in lista d´attesa. Che fine abbia fatto, invece, l´Ufficio delle vittime che il Comune doveva creare per le donne resta un mistero.
[Sicurezza]
Uno dei capisaldi del tandem Moratti-De Corato. E in effetti è uno dei capitoli più realizzati, tra ordinanze e divieti. Peccato che per le strade non girino i "Camper della sicurezza" di cui dovevano essere dotati i vigili, né in aree a rischio si vedano i «punti sicurezza, veri e propri presidi fisici». 
[sport, cultura e innovazione]
In ordine sparso, dal programma delle promesse incompiute: realizzare uno Stadio dell´acqua, una città dello sport e del tempo libero al Lido, riqualificare e ristrutturare Arena, Velodromo, Palasharp. Nessun milanese ha mai visto il «canale televisivo su Milano, la sua offerta culturale, turistica, ristorazione, eventi». È un alternarsi di fatto e non fatto, invece, il capitolo cultura. Se procedono i lavori del Museo del Novecento all´Arengario, se esiste il Museo del design alla Triennale, è ancora sulla carta il Museo delle culture all´Ansaldo. E chissà quando vedrà la luce la Beic, la Biblioteca europea.
© 2009-2010-2011 Emanuele Fiano