Ambientalismo del fare

la Repubblica DOMENICA 18 OTTOBRE 2009 › PRIMA PAGINA DELL'EDIZIONE LOCALE MILANO
di
ORIANA LISO
era ben più poderoso dell´opuscolo appena dato alle stampe, quel volume del 2006: Letizia Moratti, candidata sindaco, con una levigatissima fotografia in bianco e nero, presentava la sua "Milano bella da vivere".
Un programma elettorale che si apriva sui valori - la famiglia, la solidarietà, la società civile - e che, riletto oggi, verrebbe costellato da una selva di "non fatto" tra qualche "fatto" e tanti progetti da libro dei sogni.
Il programma elettorale assicurava affitti più bassi in periferia, un calo del 20% dell´inquinamento e l´Ecopass in tutta la città

la Repubblica sabato, 17 ottobre Edizione locale Milano di JACOPO GARDELLA
Una volta tanto oggetto delle nostre critiche non è il Comune ma l´accesa fantasia di molti. Il parcheggio sotto la Darsena non si farà, la giunta ha rinunciato al folle progetto di trasformare in un frenetico carosello di auto uno dei più suggestivi luoghi della città. Cessata la minaccia, inizia quella di tanti zelanti, pronti a proporre i più svariati progetti di utilizzo dell´area.
la Repubblica, VENERDÌ 16 OTTOBRE 2009 › PRIMA PAGINA DELL'EDIZIONE LOCALE › Pagina XI di IVAN BERNI 
Collegherà l´area Expo (quando l´Expo sarà già passato da anni) con un aeroporto destinato a essere dimezzato    

La prima incongruenza riguarda il calendario: l´opera sarà completata fuori tempo massimo per l´Expo, nel 2018, ma in compenso l´Expo riuscirà a disturbarla alla grande, essendo inimmaginabile che il cantiere per un´autostrada urbana underground rimanga invisibile e non sconvolga mezza città. Il sindaco dice: sarà pronto metà tunnel. Ma che ce ne facciamo di un tunnel da Lancetti a Rho, visto che per tre quarti del percorso coincide con lo snodo autostradale di Certosa?
la Repubblica Milano Pagina IV  di ORIANA LISO
Le regole per gli ampliamenti in vigore da domani in Lombardia
La lista delle zone escluse dai cantieri resta quella varata dalla giunta. Cassate le richieste su cascine, Trenno, Lampugnano    

Dopo quattro ore e mezza di discussione passa, con 37 voti su 41, la delibera della giunta che mette una serie di paletti al Piano casa della Regione.
Dodici, per la precisione: perché alle undici aree individuate dai tecnici dell´assessorato all´Urbanistica come "città-giardino" da salvare da iniezioni di cemento, ieri l´aula del consiglio comunale ne ha voluto ribadire solo un´altra, ovvero tutto il perimetro del Parco Nord. Bocciati o ritirati gli emendamenti sulle altre zone da tutelare, presentati soprattutto dall´opposizione. E riformulato solo come ordine del giorno - che verrà votato lunedì - un contestato emendamento del leghista Matteo Salvini (con firme bipartisan) sulla tutela delle cascine di Milano.
Voto contrario alla delibera dei Comunisti italiani; astenuti Rifondazione e Sinistra democratica. Voto a favore del resto dell´opposizione, con una forte riserva generale sul Piano casa formigoniano.
L´approvazione del provvedimento disegnato dall´assessore Carlo Masseroli - che sarà subito operativo - arriva a 24 ore dalla data limite per imporre limiti al Piano casa della Regione: le nuove regole saranno in vigore da domani per i prossimi 18 mesi e permette ai proprietari di case (privati e pubblici) di aumentare le volumetrie fino al 30 per cento con una serie di interventi di risparmio energetico.
La legge regionale pone alcuni vincoli sui centri storici - nel caso di Milano, l´area della Cerchia dei Bastioni - , ma il Comune ha deciso di escludere dall´applicazione anche quei quartieri periferici con un tessuto particolare.
A quelli, nei giorni scorsi, i consiglieri avevano proposto se ne aggiungessero altri - come Lampugnano, Trenno, Cantalupa, le casette di via Barzoni e il quartiere Umanitaria - ma ieri, durante l´acceso dibattito, queste ipotesi sono venute meno. Lo scontro più acceso è arrivato sull´emendamento presentato dall´Udc Pasquale Salvatore (e firmato da Manca e Gallera del Pdl): la delibera prevede la possibilità di incrementare del 40 per cento le volumetrie delle case popolari, ma solo se lo stabile viene abbattuto e ricostruito.
Per l´opposizione l´emendamento - poi modificato profondamente - apriva la possibilità a speculazioni edilizie per i privati: nella versione definitiva, invece, si potrà abbattere una casa popolare e ricostruirla nella stessa zona (anche non sul suolo originario), con la possibilità di vendere quel 40 per cento di volume in più come edilizia convenzionata.
Alle critiche che l´opposizione ha ribadito fino al momento della votazione sul Piano casa e sulle sue implicazioni l´assessore Masseroli ha risposto che «ogni nuova costruzione consentita a Milano dal Piano casa sarà comunque sottoposta al vaglio preliminare della commissione comunale paesaggistica», che prende il posto di quella edilizia e dovrebbe essere operativa a breve.
Ma Fai, Italia Nostra e Wwf rilanciano: «Per fortuna molti Comuni lombardi hanno colto il nostro invito per una applicazione molto restrittiva del piano (tra questi, le amministrazioni del Parco Sud): è evidente che sono stanchi di fare cassa svendendo il proprio territorio».
Expo 2015 deve essere un’occasione di sviluppo sano e sostenibile per la Lombardia, non un grimaldello per aggredire ulteriormente il nostro territorio.
L’Expo può essere una buona occasione a maggior ragione dopo la presentazione del progetto realizzato dal pool di architetti ed esperti guidati da Stefano Boeri.
La proposta di modifica della valutazione ambientale regionale, in parte anche il piano casa recentemente approvato dal centrodestra in regione, le modifiche continue alla legge urbanistica lombarda sono state presentate all’opinione pubblica da Formigoni come semplificazioni necessarie per far partire in tempi utili le opere dell'Expo.

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