Senato della Repubblica

Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento che vi accingete a votare costituisce l'epilogo di una vera e propria acrobazia costituzionale senza precedenti.
A fronte di errori valutativi di molte norme contenute nel decreto-legge n. 78 del 2009, cosiddetto anticrisi, di gravi conflitti insorti all'interno del Governo su diverse misure, in primis quelle relative alle norme sui poteri autorizzatori delle reti dell'energia, e soprattutto dei rilievi di incostituzionalità, informalmente ma tempestivamente e correttamente espressi dalla Presidenza della Repubblica, il Governo e la sua maggioranza, piuttosto che rimediare con la lettura che a fine luglio era in corso al Senato, decisero di intervenire con un successivo decreto correttivo, quello appunto che oggi stiamo esaminando.
Una grave forzatura costituzionale che si sostanziava in una vera e propria terza lettura operata dal Governo in house, per così dire, al solo scopo di non turbare il programma feriale della Camera dei deputati.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del Governo, sarebbe sufficiente non argomentare dicendo solo che questo emendamento presentato così provvidenzialmente dal senatore Fleres è una vergogna ed uno scandalo!
So anche che le ragioni giuridiche e politiche - laddove la politica normalmente nelle democrazie avanzate viene innervata dai princìpi che riguardano da una parte la legalità e dall'altra parte, come ricordava il senatore D'Ambrosio, l'etica pubblica - e le argomentazioni che svolgerò non troveranno un grande ascolto da parte dei colleghi della maggioranza, i quali non hanno esitato, per mano del senatore Fleres, a rompere una delicata intesa istituzionale, un delicato equilibrio che, sia pure per vie molto perigliose, come ci ricordava il presidente D'Alia, era arrivato alla confezione di un decreto-legge correttivo di un decreto-legge approvato con un voto di fiducia, che a sua volta correggeva un testo precedente.
Però, alcune considerazioni vanno comunque fatte, se non altro perché mentre qui, con l'insofferenza che è tipica del vostro modo di guardare le ragioni delle opposizioni, si svolge il voto su questo emendamento, credo che comunque qualcuno nel Paese stia ad ascoltare cosa avviene in quest'Aula e a decidere se alla fine ciò che qui avviene per volere della maggioranza e con il pieno consenso del Governo, su suggerimento del Governo - assai probabilmente, come qualcuno diceva a proposito dell'emendamento Fleres - davvero corrisponda agli interessi suoi propri o agli interessi della Nazione.

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