Formazione professionale. L’inserimento nel mondo del lavoro e i percorsi di formazione o riqualificazione professionale sono gestiti pressoché esclusivamente attraverso l’uso di voucher da spendersi presso i centri accreditati o le imprese che offrono formazione, secondo modelli che mette le fasce sociali più deboli nelle condizioni per esercitare una sorta di scelta obbligata, profondamente condizionata dalle reali condizioni di conoscenza delle opportunità disponibili, soprattutto a fronte di un indebolimento della rete pubblica dei servizi per l’impiego, in passato veri e propri punti di snodo fra domanda e offerta formativa.

Politiche industriali e della ricerca. Nella situazione di crisi economica che stiamo attraversando, il sistema produttivo lombardo sta progressivamente perdendo di competitività, come traspare chiaramente dall’andamento degli indicatori degli ultimi mesi. La partita degli ammortizzatori sociali è paralizzata da un braccio di ferro con il governo nazionale i cui esiti sono ancora incerti. In assenza di efficaci sostegni alle imprese, e con un mondo del credito incerto nel proporre soluzioni adeguate a contrastare la crisi di liquidità, la Regione non sembra in grado di dotarsi di un piano industriale che possa realmente rappresentare un’opportunità di ripresa per le attività produttive lombarde. Nel frattempo le crisi aziendali si moltiplicano - coinvolgendo anche aziende di prestigio - centri di ricerca e di produzione si spostano in altre Regioni italiane,  senza che la Regione riesca a definire un quadro di misure di sostegno in grado di accompagnare le imprese fuori dalle secche della congiuntura economica. La legge sulla competitività dei sistemi locali non ha avuto un’adeguata implementazione, mentre il tema del trasferimento tecnologico, fattore che potrebbe essere importante ai fini della ripresa, non viene sfruttato come potrebbe, mettendo a frutto l’esperienza maturata in diversi settori, a cominciare da quello agroalimentare, che in alcune università lombarde presentano delle punte di eccellenza e quello della cosiddetta "economia verde" su cui bisognava investire prima e meglio e su cui la regione più industrializzata d'Italia vanta un colpevole ritardo.
© 2009-2010-2011 Emanuele Fiano